"Sotto la Majella, in provincia di Chieti, c'è un paese molto antico e noto, modestamente importante lungo tutti i secoli, che ha subìto
tutti i corsi ed i ricorsi belli e brutti della storia, superandoli sempre.Ogni volta che degradava demograficamente nella sua composizione
quantitativa e qualitativa, risorgeva sempre più bello e più grande di prima, e così sarà per sempre in quel Paese chiamato Taranta Peligna,
grazie ai suoi figli migliori fidenti in Dio e nella loro Mamma Celeste."
da "Da Mattutine a dope hundenore e 'vemmarie" di Antonio Madonna.
La parte centrale della Majella è caratterizzata dal fenomeno dell'erosione carsica che ha determinato la formazione di
numerose grotte e cavità nelle pareti.
Tra le grotte più importanti abbiamo la Grotta Canosa (2604 m.) la più elevata del Massiccio, le Grotte del Bue e dell'Asino e
la più famosa Grotta del Cavallone o della Figlia di Jorio nel Vallone di Taranta Peligna.
Quest'ultima è l'unica grotta visitabile nel del Parco Nazionale della Majella, essa penetra per oltre due chilometri all'interno
del massiccio della Majella con un ingresso ubicato a 1475 metri sul livello del mare.
Il percorso turistico è di circa un chilometro ed è molto caratteristico l'attraversamento delle affascinanti sale con suggestivi
richiami storici e letterari ben forniti dalle eccellenti guide che accompagnano il turista.
La temperatura costante di 10 gradi e l'umidità che raggiunge il 90% richiedono una normale attenzione all'abbigliamento ed alle calzature.
Una
volta entrati si rimane affascinati dalle complesse strutture create dal costante rapporto di interazione tra acqua e roccia calcarea:
l'acqua gocciolando e scorrendo lungo le
pareti della cavità rideposita le sostanze minerali che ha disciolto nel suo cammino attraverso le rocce. Si
originano così le strutture colonnari dette stalattiti (pendenti dal "soffitto" della grotta) e stalagmiti (
sviluppate verso l'alto a partire dal "pavimento") o concrezioni sferoidali nei punti di raccordo dell'acqua.
La Majella
Il nome Majella, deriva da Maja, che nella mitologia si sarebbe recata sul Monte Paleno (così veniva prima denominata la Maiella) per
raccogliere erbe medicinali per curare il suo figlio ferito.
La conformazione delle sue rocce a sagoma di donna sdraiata le danno l'appellativo di "Montagna Madre".
La Maiella si presenta come un massiccio montuoso compatto, con molte vette che superano i 2000 m. , doline, profondi valloni, pietraie, vasti altipiani d'alta quota come la celebre Valle di Femmina Morta.