LE TRADIZIONI

Sant'Andùne (Gennaio)


Questo è un canto che accompagna una tradizionale questua in costume che si effettua a gruppi bussando per tutte le case del paese indugiando i paesani ad aprire la porta e donare qualche offerta in denaro o beni mangiatori in cambio di una benedizione in nome di Sant'Antonio.

" Bòna sera, ggende amice,
il Signore vi benedice,
benedice a tutte quante
quande ne siete dentr'avande.
Ddomattine è Sant'Andònie
gran nemiche de lu demonio;
chi lo tìè pe' su'avvucate
da quel gran Santo sarrà 'iutàte!
Tuzzelèmme a 'stu purtone
ca s'affacce gli (la) padrone,
ca ce càcce gliu cumblemènte
ca nu' sèmme bbona ggènde! .."

Le Panicelle di S.Biagio (Febbraio)

Le "panicelle" sono semplici pani composti di farina e acqua, a forma di quattro dita di una mano aperta, e senza sale; tali realizzazioni coinvolgono tutto il paese in un naturale richiamo alla collaborazione collettiva. La loro forma rievoca anche uno strumento (lo scardasso) utilizzato per cardare la lana, ed infatti S.Biagio risulta essere anche prottettore dei lanieri, essendo stato egli stesso martirizzato scorticato vivo nel 316 d.C. La sua devozione è meglio conosciuta per la protezione della gola dai mali, per cui si racconta di una miracolosa guarigione concessa ad un bambino che aveva ingerito una lisca di pesce.

Gli "Essurde" (Febbraio)

Immaginate un bel gruppo di giovani e donzelle, nell'età degli amori, con il desiderio di trovare un fidanzato o una fidanzata, o con la speranza di un segnale da parte della sorte....ecco si rende necessario il rito degli essurde. Tale rituale, viene secondo la tradizione, ripetuto nei giorni che precedono il carnevale, e consiste nel raggrupparsi, elencare i nominativi dei giovani liberi da legami sentimentali pubblicamente dichiarati ed riportarli su bigliettini di carta separati per sesso maschile e femminile, adornando tali bigliettini di ogni sorta di frasi, poesie e guizzi scherzosi. A questo punto veniva effettuata l'estrazione di due nominativi che rappresentano la coppia che si sarebbe fidanzata nel nuovo anno. Il nome essurde deriva da sorti-esordi-assurdi, mentre il rituale risale alla festa dei "Lupercalia" del calendario romano, del 15 febbraio, arrivata ai nostri tempi come i giorni di S.Valentino e di S.Faustino.

Gli "fuche de San Giuanne" (Giugno)

E' un grande falò che veniva acceso la sera prima del giorno di San Giovanni. I giovani del paese si riunivano intorno al fuoco e si svolgeva il rituale di saltare almeno tre volte oltre il fuoco sfidando la fiamma più alta. Inoltre, la mattina di San Giovanni, era usanza andare sulle alture del paese per mirar il sole all'alba e trarre da esso i migliori auspici per il futuro.

La huèrre tra quartammonte e quartabballe

Quarto a monte e quarto a valle indicano una suddivisione in quartieri in voga tra i ragazzi di Taranta. Con l'avvento della primavera e con l'arrivo di giornate soleggiate i ragazzi erano soliti dar vita a scherzose lotte senza motivo, che iniziavano con giochi per poi finire quasi sempre a insulti, tranelli, scaramucce, lotte con sassi che mostravano, già da allora, diverse turbolenze che minavano la tranquilla vita del paese. Spesso "i grandi" erano costretti ad intervenire per porre fine alla guerriglia. Questa è però storia del passato. Più recentemente, tali scaramucce si ritrovavano in vere e proprie sfide sportive che coinvolgevano da tifosi gran parte dei tarantolesi.

Celebrazioni Religiose:

Sant'Ubaldo (Maggio)
La festa di Sant'Ubaldo ricorre il 16 maggio, è il Patrono di Taranta e gli abitanti hanno sempre dimostrato una grande devozione verso il Santo, infatti sono molti i tarantolesi che portano il suo nome. La sua protezione per il paese si racconta in numerosissimi eventi, tra cui un intervento richiesto nel 1813 dai tarantolesi in occasione di una frana incessante che coinvolgeva una larga zona del paese. Ebbene, gli abitanti deposero la staua del Santo ai piedi della frana e la lasciarono lì per l'intera notte, al mattino la frana aveva cambiato direzione alleviando maggiori danni. Ai festeggiamenti per i Santo Patrono si accompagna una gara sportiva di pesca alla trota lungo le sponde del fiume Aventino.

La Madonna della Valle (Luglio)
Nel cuore della valle di Taranta, sorge la piccola chiesa dedicata alla Madonna che domina il sottostante paese. I tarantolesi ricambiano con una venerazione infinita per la Madonna con il bambino in braccio, che si manifestò a dei pastori dispersi sui pascoli della Majella durante un diluvio che sembrava non voler mai finire e che aveva stravolto la fisionomia quei luoghi fino al fiume Aventino, in piena devastante. Una suggestiva processione, un rituale religioso fastoso, musica e fuochi pirotecnici uniti ad una partecipazione popolare intensa determinano la più sentita festività di Taranta. La crescente importanza della devozione verso la Madonna fece sì che la Chiesa, per opera del parroco Don Francesco Mancini, intitolasse la chiesa della Madonna della Valle a Santuario Mariano Diocesano, era il 2 Luglio 1991.

S.S. Trinità (Giugno)
Un'altra importante festa della valle dell'Aventino è la S.S.Trinità, in una chiesetta al di là del fiume prima intitolata a Santa Liberata. Al suo interno si conservava, fino a qualche decennio fa, una preziosa croce in legno dipinta a tempera del pittore Antoniazzo Romano, che operava a Roma tra il 1460 ed il 1506. Tale crocifisso veniva portato in processione a piedi nudi. Oggi il crocifisso è permanentemente esposto nella chiesa di San Nicola di Bari, più sicura contro ogni rischio.

San Rocco (Agosto)